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Un file del 2008 non lo apri più. Una cartolina del 1908 sì.

Un file del 2008 non lo apri più. Una cartolina del 1908 sì.

Qualche settimana fa, svuotando un cassetto, ho trovato un CD-RW del 2007 con sopra scritto a pennarello “BACKUP IMPORTANTE”. L’ho infilato nell’unico lettore CD rimasto in azienda. Niente. Errore di lettura. Il backup importante non c’è più. Sopra il cassetto, intanto, era appoggiata una cartolina del 1956 spedita dal nonno alla nonna durante un viaggio a Venezia. Si legge ancora benissimo. Pure la calligrafia.

I FORMATI MUOIONO PRIMA DI NOI

Il digitale invecchia in fretta e male. Floppy, ZIP, CD, DVD, hard disk meccanici, formati proprietari di programmi spariti. Ogni dieci anni si aprono per metà, ogni quindici non si aprono più. Anche il cloud, che sembra eterno, dipende da un’azienda che continui a esistere e da un account che qualcuno continui a pagare. Spegni la carta di credito e dopo sei mesi i tuoi venti anni di foto se ne vanno educatamente.

LA CARTA NON CHIEDE AGGIORNAMENTI

Una stampa fatta con buoni inchiostri su una buona carta, conservata al riparo dal sole e dall’umidità, dura un secolo senza fare niente. Non chiede password, non chiede driver, non chiede una versione più recente del sistema operativo. Si apre tirandola fuori dal cassetto. Funziona anche se va via la corrente, anche se non c’è linea, anche se il produttore è fallito da quarant’anni.

NON È NOSTALGIA, È INFRASTRUTTURA

Non stiamo parlando di feeling vintage o di romanticismo cartaceo. Stiamo parlando di un fatto pratico: gli archivi storici, le costituzioni, gli atti notarili, le opere d’arte importanti continuano ad esistere su carta non perché qualcuno è affezionato all’odore della cellulosa, ma perché è il supporto più stabile e indipendente che abbiamo inventato. Il digitale è veloce, comodo, replicabile. Ma fragile, in un modo che pochi calcolano davvero.

COSA VUOI CHE RESTI

La domanda interessante, quando si stampa qualcosa per un’azienda, non è solo “quanto costa”. È: questa cosa, fra dieci anni, dove sarà? Un menu, un manifesto, un catalogo, un libretto celebrativo dei vent’anni. Alcuni oggetti sono usa e getta — e va bene così. Altri vorresti che qualcuno li ritrovasse fra trent’anni in un cassetto, e li capisse al volo. Nel secondo caso, la carta non è una scelta nostalgica. È la scelta più razionale che esista.

LA DOMANDA

Apri il cassetto della tua azienda. Quante delle cose che hai stampato negli ultimi dieci anni sono ancora leggibili? E quante delle cose che hai salvato sul disco, sul drive, nella cartella condivisa, riusciresti davvero a riaprire oggi senza chiamare qualcuno?

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