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Non è il volantino a non funzionare. È quello che ci hai scritto sopra.

Non è il volantino a non funzionare. È quello che ci hai scritto sopra.

«Il volantino è morto», te lo annunciano con la stessa sicurezza con cui leggono le previsioni del tempo. Poi, la settimana scorsa, hai ordinato dalla pizzeria nuova. E come l’avevi conosciuta? Da un foglietto infilato nella cassetta della posta. Il volantino non è morto: è solo diventato il capro espiatorio preferito di chi ne ha stampati diecimila fatti male.

NON LEGGE NESSUNO? FORSE NON C’ERA NIENTE DA LEGGERE

Il volantino che non funziona, quasi sempre, è quello che voleva dire tutto. Logo gigante, dieci prodotti, tre numeri di telefono, gli orari, il sito, i social, una frase in corsivo e in fondo pure il QR code. L’occhio arriva, non trova un punto da cui partire, e se ne va. Non è disinteresse: è che non gli hai dato una porta d’ingresso.

UNA COSA SOLA, DETTA FORTE

Un volantino ha tre secondi per dire perché esiste. E in tre secondi entra una cosa sola: un’offerta, una data, un motivo. Tutto il resto va detto sottovoce, più in piccolo, per chi ha già deciso di restare. La gerarchia non è un vezzo estetico — è generosità: stai dicendo al lettore cosa guardare per primo, così non deve scegliere lui al posto tuo.

BELLISSIMO. MA A FARE COSA?

C’è una domanda che manca sulla metà dei volantini: e adesso? Un volantino non è un quadro, è un invito. Deve dire cosa fare e, se possibile, entro quando. «Vieni a trovarci», «Sconto fino a domenica», «Chiama e prenota»: un’azione chiara trasforma un foglio in un gesto. Senza, hai stampato un bell’autoritratto dell’azienda — e l’autoritratto, finora, non ha mai venduto niente.

IL FOGLIO GIUSTO NELLE MANI SBAGLIATE

Puoi avere il volantino più curato della provincia: se finisce nelle mani sbagliate, è coriandolo. Dove lo lasci, quando e a chi conta quanto il disegno. Mille copie sparse a caso valgono meno di cento messe dove le persone giuste passano nel momento giusto. La grafica fa entrare il messaggio; la distribuzione decide se qualcuno lo riceverà mai.

LA DOMANDA

Prendi in mano l’ultimo volantino che hai stampato e leggilo per tre secondi, non uno di più. In quei tre secondi hai capito cosa offri e cosa dovresti fare — oppure hai solo rivisto, ancora una volta, il tuo logo?

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