01 Ott Il rettangolo l’hai scelto tu. Solo che non te ne sei accorto.
Guarda la tua scrivania. Biglietti da visita, volantini, depliant, cartelline, etichette, il blocco degli appunti: rettangoli. Tutti, senza eccezioni. Nessuno si è mai seduto a un tavolo per decidere che dovevano esserlo. Il foglio esce rettangolare dalla cartiera, il programma di grafica si apre su un A4 verticale, e da lì in poi si riempie lo spazio che c’è. È comodo, è sensato, e soprattutto è automatico. Il problema è proprio questo: un’impostazione predefinita non è una decisione, anche se finisce stampata in cinquemila copie.
SUL COLORE SI LITIGA, SULLA FORMA NO
È curioso. Sulla tonalità del verde si discute per tre riunioni, sul font si chiedono pareri a mezza azienda, sulla foto di copertina si fanno sondaggi in famiglia. La forma, invece, passa senza obiezioni, come le condizioni d’uso che nessuno legge. Eppure è la prima cosa che l’occhio registra, prima ancora di leggere una parola: la sagoma arriva da lontano, il contenuto solo da vicino.
IN MEZZO AI RETTANGOLI, VINCE CHI NON LO È
Pensa al bancone di un bar con venti volantini appoggiati uno accanto all’altro. Venti rettangoli diventano un unico sfondo. Basta che uno abbia la forma di una casa, di una foglia o di un fumetto e lo sguardo ci finisce sopra da solo, senza che nessuno l’abbia chiesto. Il cervello funziona così: ciò che è uguale lo archivia, ciò che è diverso lo guarda. La fustella, che taglia carta, cartoncino, adesivo o pvc nella forma che vuoi, serve esattamente a questo. Per le piccole tirature, poi, adesivi e pvc si sagomano anche con il plotter da taglio, senza nemmeno costruire uno stampo.
NON SERVE IL CIGNO DI ORIGAMI
Attenzione, però: una forma strana fatta solo per stupire dura il tempo di un «carino», poi diventa un ingombro nel cassetto. Funziona quando la sagoma dice qualcosa o fa qualcosa. A volte basta pochissimo: gli angoli arrotondati cambiano già il modo in cui un biglietto sta in mano. A volte la forma è la funzione stessa, come il cartellino da appendere alla maniglia. In una provincia piena di hotel e appartamenti per le vacanze come il Trentino, è l’unico stampato che l’ospite tocca ogni giorno, eppure quasi sempre è il più anonimo della struttura.
LA DOMANDA
Prendi l’ultima cosa che hai fatto stampare e chiediti perché ha quella forma. Se la risposta onesta è «perché era già così», allora l’hai scelta senza sceglierla: ha deciso il modello che si è aperto sullo schermo. La prossima volta, prima di parlare di colori e caratteri, prova a fare la domanda che quasi nessuno fa in tipografia: e se non fosse un rettangolo?
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