22 Ott Il buono regalo lo compra chi ti conosce. Lo spende chi non ti ha mai visto.
Dicembre, pomeriggio, negozio pieno. Una signora entra, si guarda intorno per trenta secondi e chiede l’unica cosa che non richiede di indovinare taglie, gusti o colori: «Mi fa un buono da cinquanta euro?» Il negoziante annuisce, apre un cassetto, tira fuori un foglietto con il timbro, ci scrive la cifra a penna e lo infila in una busta bianca. Fatto. Venduto. E con quel gesto ha appena consegnato la sua prima impressione a un cliente che non ha mai visto e che, forse, non sa nemmeno dove si trovi il negozio.
UN CLIENTE NUOVO IN BUSTA
Pensaci: il buono regalo è l’unico prodotto che compra una persona e usa un’altra. Chi lo acquista ti conosce già, si fida, ti ha scelto. Chi lo riceve no. Per lui quel cartoncino è il tuo primo biglietto da visita, il tuo primo volantino e il tuo primo invito a entrare, tutti insieme. E viene aperto nel momento più favorevole che esista: durante una festa, tra persone contente, con qualcuno che dice «vedrai, ti piacerà».
IL FOGLIETTO DEL BLOCCHETTO
Poi però quella busta si apre e dentro c’è un pezzo di carta che sembra una ricevuta. Il regalo perde metà del suo fascino, e il negozio anche. Nessuno lo dirà ad alta voce, ma un buono scritto a mano su un blocchetto da cartoleria comunica una cosa precisa: «abbiamo improvvisato». Esattamente il contrario di quello che vorresti dire a chi sta per varcare la tua porta per la prima volta.
PICCOLO MA DA TENERE IN MANO
Non servono effetti speciali. Basta un cartoncino con un po’ di spessore, il logo, l’indirizzo e due righe che spieghino cosa si trova da te. Una numerazione progressiva, per non perdere il conto. Una busta coordinata, perché il regalo si incarta anche così. In Trentino, dove a dicembre i buoni passano di mano tra parenti, colleghi e ospiti degli hotel, un cartoncino ben fatto viaggia parecchio: dalla bottega del paese alla valle accanto, a volte fino in città.
LA DOMANDA
Apri il cassetto dove tieni i tuoi buoni regalo e guardane uno come se lo ricevessi tu, da uno sconosciuto, sotto l’albero. Ti verrebbe voglia di scoprire che posto è? Ti fideresti? Lo terresti sul comodino fino al giorno in cui lo spendi, o finirebbe nel mucchio delle carte da buttare? E se quel cartoncino è il primo saluto che rivolgi a un cliente nuovo, sei sicuro che stia dicendo davvero «benvenuto»?
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