/Casa dolce casa

/Scopri chi siamo

/Il nostro fantastico team

/Mettiti in contatto

Il menù vende più del cameriere. Ma lo tratti come una fotocopia.

Il menù vende più del cameriere. Ma lo tratti come una fotocopia.

In ogni locale c’è un venditore che parla con tutti i tavoli, ogni giorno, a pranzo e a cena. Presenta i piatti, suggerisce, convince. Non si ammala, non sbaglia turno, non chiede l’aumento. È il menù. Ed è strano che l’unico collaboratore che passa qualche minuto da solo con ogni singolo cliente sia così spesso quello trattato peggio: un file fatto una volta, stampato in fretta, plastificato per l’eternità.

L’UNICA PUBBLICITÀ CHE IL CLIENTE CHIEDE

Fuori dal locale combatti per tre secondi di attenzione: post, sponsorizzate, insegne. Poi il cliente si siede e succede una cosa rarissima: è lui a chiedere di leggere. Il menù è l’unico stampato al mondo che le persone consultano volontariamente, per intero, con il portafoglio già aperto e una decisione da prendere entro cinque minuti. Non esiste campagna in grado di comprare condizioni migliori. Eppure a quelle pagine, di solito, si dedica meno cura che al post per la serata karaoke.

LE PAROLE CONDISCONO PIÙ DELL’OLIO

Chi studia i menù per mestiere lo ripete da anni: cambiare la descrizione di un piatto ne cambia le vendite. «Tortel di patate con salumi trentini» racconta una storia; «tortel con affettati» compila un elenco. Stesso piatto, incassi diversi. Contano l’ordine delle voci, i nomi, perfino il modo in cui è scritto il prezzo. Il menù non è la lista di quello che c’è in cucina: è l’ultimo discorso di vendita che il cliente ascolta prima di decidere quanto lasciarti.

SI MANGIA PRIMA CON LA CARTA CHE CON GLI OCCHI

Poi c’è l’oggetto. Il menù è la prima cosa del tuo locale che il cliente tocca, spesso prima ancora del pane. Una carta piacevole, una stampa nitida, pagine pulite: la cucina non ha ancora mandato fuori niente e il cliente ha già assaggiato qualcosa. Vale anche il contrario: angoli arricciati, plastica unta, il prezzo corretto a penna. Nessuno pensa «avranno avuto da fare»; tutti pensano una cosa sola, e non è quella che vorresti.

LA DOMANDA

Fai due conti veloci: quante persone quest’anno hanno preso in mano il tuo menù? Tutte, una per una, ognuna per qualche minuto. Nessun altro tuo materiale stampato può dire lo stesso. E allora la domanda è semplice: al tuo miglior venditore, quand’è l’ultima volta che hai rifatto il vestito?

No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.