27 Ago Il menù vende più del cameriere. Ma lo tratti come una fotocopia.
In ogni locale c’è un venditore che parla con tutti i tavoli, ogni giorno, a pranzo e a cena. Presenta i piatti, suggerisce, convince. Non si ammala, non sbaglia turno, non chiede l’aumento. È il menù. Ed è strano che l’unico collaboratore che passa qualche minuto da solo con ogni singolo cliente sia così spesso quello trattato peggio: un file fatto una volta, stampato in fretta, plastificato per l’eternità.
L’UNICA PUBBLICITÀ CHE IL CLIENTE CHIEDE
Fuori dal locale combatti per tre secondi di attenzione: post, sponsorizzate, insegne. Poi il cliente si siede e succede una cosa rarissima: è lui a chiedere di leggere. Il menù è l’unico stampato al mondo che le persone consultano volontariamente, per intero, con il portafoglio già aperto e una decisione da prendere entro cinque minuti. Non esiste campagna in grado di comprare condizioni migliori. Eppure a quelle pagine, di solito, si dedica meno cura che al post per la serata karaoke.
LE PAROLE CONDISCONO PIÙ DELL’OLIO
Chi studia i menù per mestiere lo ripete da anni: cambiare la descrizione di un piatto ne cambia le vendite. «Tortel di patate con salumi trentini» racconta una storia; «tortel con affettati» compila un elenco. Stesso piatto, incassi diversi. Contano l’ordine delle voci, i nomi, perfino il modo in cui è scritto il prezzo. Il menù non è la lista di quello che c’è in cucina: è l’ultimo discorso di vendita che il cliente ascolta prima di decidere quanto lasciarti.
SI MANGIA PRIMA CON LA CARTA CHE CON GLI OCCHI
Poi c’è l’oggetto. Il menù è la prima cosa del tuo locale che il cliente tocca, spesso prima ancora del pane. Una carta piacevole, una stampa nitida, pagine pulite: la cucina non ha ancora mandato fuori niente e il cliente ha già assaggiato qualcosa. Vale anche il contrario: angoli arricciati, plastica unta, il prezzo corretto a penna. Nessuno pensa «avranno avuto da fare»; tutti pensano una cosa sola, e non è quella che vorresti.
LA DOMANDA
Fai due conti veloci: quante persone quest’anno hanno preso in mano il tuo menù? Tutte, una per una, ognuna per qualche minuto. Nessun altro tuo materiale stampato può dire lo stesso. E allora la domanda è semplice: al tuo miglior venditore, quand’è l’ultima volta che hai rifatto il vestito?
Sorry, the comment form is closed at this time.