05 Giu La scatola finisce nel cestino. Il ricordo di quei tre secondi, no.
Ho ordinato un paio di forbici da cucina online. Costo: nove euro. Sono arrivate dentro una scatola di cartone più curata del biglietto di auguri che ho ricevuto a Natale: interno fustellato su misura, un cartoncino con due righe scritte bene, una grafica sobria. Le forbici, oneste, tagliano. Ma la cosa che ho fotografato e mandato a mia sorella è stata la scatola.
IL PRIMO CONTATTO NON È IL PRODOTTO
Quando un cliente riceve qualcosa, il prodotto è l’ultima cosa che tocca. Prima c’è la confezione: la prende in mano, la gira, la legge, la apre. Per qualche secondo l’unica esperienza che ha del marchio è quel cartone. Se il cartone è anonimo, per qualche secondo il marchio è anonimo. Non è un dettaglio: è la prima impressione, e di prime impressioni se ne fa una sola.
TRE SECONDI DI TEATRO
L’apertura di una confezione è una piccola messa in scena. C’è un’attesa, un gesto, una rivelazione. Le aziende che lo hanno capito non “imballano”: costruiscono un momento. Non serve esagerare con nastri e veline — serve che aprire sia ordinato, piacevole, coerente con quello che hai promesso. Una scatola che si apre male racconta un’azienda che, forse, fa male anche altre cose.
LA SCATOLA PARLA ANCHE DA CHIUSA
Prima di essere aperta, la confezione ha già lavorato: su uno scaffale, su un bancone, tra le mani del corriere, nella foto che il cliente pubblica. È un manifesto che viaggia. A differenza di un annuncio, però, non la puoi saltare: la devi prendere in mano per forza, perché dentro c’è quello che hai comprato.
STAMPARE UNA SCATOLA NON È STAMPARE UN FOGLIO
Qui finisce la poesia e inizia il mestiere. Una confezione ha pieghe, fustelle, incollaggi, un materiale che deve reggere il peso e il trasporto. Un colore che su carta patinata è perfetto, su un cartone teso può virare. Una finitura opaca e una lucida sullo stesso marchio comunicano due aziende diverse. Progettare un packaging vuol dire pensare insieme a come appare, come si apre e come sopravvive a un magazzino.
NON È LUSSO, È COERENZA
Non stiamo dicendo che ogni cosa vada incartata come un gioiello. Una confezione costosa attorno a un prodotto modesto è solo una bugia ben stampata. Stiamo dicendo l’opposto: la scatola dovrebbe dire la verità sul prodotto, ma dirla con cura. Un buon packaging non promette più di quanto c’è dentro — lo presenta bene.
LA DOMANDA
Pensa all’ultima cosa che hai spedito a un cliente. Se avesse ricevuto solo la confezione, senza il prodotto dentro — che idea si sarebbe fatto della tua azienda?
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