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Ti trova su Google in tre secondi. Davanti al portone si perde.

Ti trova su Google in tre secondi. Davanti al portone si perde.

Investiamo mesi per farci trovare online. Sito, mappa, orari aggiornati, recensioni curate una per una. Poi il cliente arriva davvero: imbocca la strada giusta, rallenta, guarda i numeri civici, e si trova davanti a tre capannoni identici, un cancello senza nome e un citofono con quattro pulsanti scoloriti. Il percorso che era durato tre secondi su un telefono si blocca negli ultimi trenta metri, dove non c’è nessun algoritmo a dare una mano. C’è solo quello che hai stampato — o quello che non hai stampato.

L’ULTIMO METRO È QUELLO CHE NESSUNO CURA

È curioso: sul logo si discute per settimane, sulla targa all’ingresso si decide in dieci minuti, di solito il giorno del trasloco e di solito con quello che passa il convento. Eppure l’insegna è l’unico elemento della tua comunicazione che il cliente incontra mentre sta già venendo da te. Tutto il resto serve a convincerlo a muoversi; quella serve a non fargli perdere la voglia adesso che si è mosso. Un adesivo ben tagliato sul vetro, un numero civico leggibile dalla strada, il nome sul citofono scritto per intero: costano pochissimo e fanno un lavoro che nessuna sponsorizzata può fare al posto loro.

IL DUBBIO COSTA PIÙ DI UNA TARGA

Quando uno non è sicuro di essere nel posto giusto succede una cosa precisa: si ferma, telefona, oppure fa il giro e riprova. In tutti e tre i casi arriva da te con addosso un piccolo fastidio, e il fastidio è il peggior antipasto possibile per una trattativa. Al contrario, chi vede il proprio nome ripetuto con gli stessi colori del sito e dello stampato che ha in mano entra già rassicurato: è il posto giusto, questi sono ordinati, so con chi sto parlando. Non è vanità, è attrito in meno.

DENTRO IL CANCELLO IL PROBLEMA RICOMINCIA

Poi c’è la seconda metà, quella che quasi nessuno considera: parcheggio, ingresso, reception, uffici, magazzino. Aziende impeccabili che accolgono i visitatori con indicazioni scritte a pennarello su un foglio A4 plastificato nel 2014, e con una freccia che punta verso una porta che nel frattempo hanno murato. Sono dettagli piccoli, ma il cliente li legge tutti, e sono gli unici documenti aziendali che nessuno rilegge mai. In Trentino, poi, dove metà delle imprese sta in una zona artigianale in cui i capannoni si somigliano davvero, questa è meno una questione di stile che di sopravvivenza logistica.

LA DOMANDA

Fai una prova: esci dal tuo ufficio, percorri cento metri e torna indietro fingendo di non esserci mai stato. Quante volte devi rallentare per capire dove sei? Se la risposta è più di zero, il problema non è il posizionamento su Google. È che l’ultimo cartello che hai davvero guardato l’ha appeso qualcun altro, parecchi anni fa.

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